I bagni dell’università

Beh, dopo tutti questi begli interventi, poesie, canzoni, bella frasi, vediamo di abbassare un po’ il livello generale…
Allora, qualche giorno fa ero nelle aulee della facoltà di lettere a studiare, giusto prima dell’esame di fondazioni. Cercavo un bagno, e siccome non c’era anima viva nel raggio di qualche piano e l’unico bagno aperto era uno delle donne, senza neanche pensarci un nanosecondo sono entrato! Non è successo niente, senza che iniziate a farvi film… però dovete sapere che i bagni dell’uni sono cessi 2metri X 1metro, tanto grandi che se vuoi chiuderti la porta alle spalle devi a momenti salire sulla tazza! E io che dovevo studiare, avevo lo zaino coi libri e il pc dietro, quindi ero praticamente in proporzione un pullman che parcheggia in un posto auto (notare prego la metafora da vero trasportista)!
Allora io non chiudo la porta, tanto c’è la porta di ingresso nell’antibagno… sento una ragazza che entra e io tossisco per dire “hey, guarda che ci sono io in bagno…” quando sento un urletto di spavento e la frase “…e potevi chiuderla la porta però!”. Io in imbarazzo, lei aveva ragione… ma le ho detto lo stesso “scusa, chiudila tu la porta con lo zaino addosso!”. Ok, fine della storia. Non c’era una parte divertente, niente da ridere… questo è solo quello che ha ispirato il post…

Si sa che spesso non abbiamo molto rispetto delle cose pubbliche, siano esse aulee, attrezzature o bagni, per l’appunto. Quelli della mia facoltà ad esempio sono tra i peggiori, vista anche l’elevato numero di maschi in giro. Dopo anni di “gavetta”, finalmente ho imparato a sfruttare quelli privati del dipartimento con tanto di sapone per le mani e carta, ma all’inizio non era cosi, era una tragedia.
Non so perché ci ho pensato ma, bagni privati a parte, ci sono 2 categorie di toilette nell’unical. La prima categoria la chiamerei “L’isola che non c’è”, per 2 motivi; il primo è che sono difficili da trovare (seconda stella a destra, questo è il cammino, e poi dritto…): spesso sono chiusi perché non si sporchino – penso; e poi una volta trovati, devi essere anche abile e saltellare qua e là: se sono già passate le dieci di mattina, di solito c’è talmente tanta acqua che o ci arrivi a nuoto, oppure salti sulle isolette asciutte del pavimento. Ovviamente no sapone, né carta.
La seconda classe di bagni è per fortuna migliore, per molti versi, della prima. “Il silenzio degli innocenti” sono i bagni della biblioteca. Se questi sono puliti anche durante le ore di servizio, quindi non servono i braccioli per superare le acque, hanno un unico, grande, inconveniente: se tossisci o ti soffi il naso lo sente tutta la biblioteca, pensa se……..ci manca solo l’applauso quando tiri l’acqua!

Ovviamente la presente classificazione è solo una delle tante che si possono stilare, e non tiene conto di ciò che si può leggere sulle pareti dei bagni mentre tu sei li a “fare”… vince il premio la più divertente e ironica: “ragazza porca cerca macellaio”!

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3 thoughts on “I bagni dell’università

  1. Idem, meglio non prendere anchio argomento sui bagni dell’Uni, che poi almeno da me, non capisco a cosa servno perchè sempre chiusi… ma tu… immagino la scena… ahahhahaah XD

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