I 27 errori più comuni della lingua italiana!

Facciamo un gioco??! Segue un elenco di errori grammaticali che si commettono più o meno comunemente. Lo so che ormai la scuola è finita, ma chissà che qualche maturando non legga questo post e lo trovi utile, a ridosso della prima prova! Io al liceo ero una schiappa in italiano eh, quindi lungi da me voler fare il saputello, perché probabilmente ne so meno di te che stai leggendo.
A chi dice che è colpa degli sms io rispondo che non è vero: io sono fissato anche con quelli, metto accenti, sto attento a come scrivere le cose, semmai mozzo le parole, quello si. Però uso la punteggiatura e ci tengo, perché a mio avviso serve e come!
Vediamo quanti errori avreste commesso e quanti invece evitate con tranquillità!

1. Da o ? Dipende dai casi: se preposizione semplice si usa “da”, se voce del verbo dare si usa “dà”. Esiste un ulteriore caso: se si utilizza come imperativo alla seconda persona singolare vuole l’apostrofo.
2. Un po, un pò o un po’? La forma corretta è con l’apostrofo: un po’.
3. A volte o avvolte? La forma corretta è staccata: “a volte”.
4. Desse o dasse? Stesse o stasse? Le forme corrette di questi congiuntivi sono desse e stesse.
5. Entusiasto o entusiasta? La forma corretta anche in caso di riferimento a un nome maschile è entusiasta; al plurale invece torna la distinzione fra maschile e femminile: entusiasti ed entusiaste.
6. E o ed? A o ad? La d nell’italiano contemporaneo si usa nel caso in cui la parola che segue cominci con la stessa vocale: vado ad Ancona. Se la parola successiva inizia per vocale diversa la d eufonica è facoltativa e non viene considerata errore: vado a Empoli, vado ad Empoli. Se la parola successiva inizia con h aspirata (Heine, Hitler) la d eufonica non si usa, a meno che non si tratti di un prestito straniero ormai assimilato (hobby, handicap).
7. Qual’è o qual è? Buon’uomo o buon uomo? Tal’uomo o tal uomo? Pover’uomo o pover uomo? Tutte queste forme sono corrette senza apostrofo: “qual è”.
8. Si o ? In caso di particella affermativa va accentato, in tutti gli altri casi no.
9. -zzione o -zione? La forma corretta è senza doppia Z, ad esempio interrogazione.
10. Fa o ? La forma corretta è senza accento: “fa”. Se seconda persona singolare al tempo imperativo del verbo fare diventa fa’ perché apostrofata per elisione dell’ultima lettera.
11. Un’amica o un amica? Un’amico o un amico? L’apostrofo va usato solo se le parole sono femminili, quindi la forma corretta è: un’amica e un amico.
12. Ne o ? L’accento si utilizza quando viene utilizzato come negazione: non si può né toccare né rompere. In tutti gli altri casi si utilizza senza accento: ne.
13. Per cui o percui? La forma corretta è staccata: per cui.
14. A fianco o affianco? A fianco si usa per dire “a lato di”, affianco è la prima persona singolare del presente indicativo del verbo affiancare.
15. Accellerare o accelerare? La forma corretta è senza doppia L: “accelerare”.
16. Daccordo o d’accordo? La forma corretta è “d’accordo”.
17. Tuttuno o tutt’uno? Tuttaltro o tutt’altro? La forma corretta è ” tutt’uno” e ” tutt’altro”.
18. Celeberrimo o celebrissimo? Il superlativo assoluto di celebre è “celeberrimo”.
19. Meteorologia o metereologia? La forma corretta è ” meteorologia”.
20. Sopratutto o soprattutto? La forma corretta è con la doppia T: “soprattutto”.
21. E’ piovuto o ha piovuto? Se il verbo piovere si utilizza per indicare la pioggia che cade dal cielo sono corrette entrambe le forme; in tutti gli altri casi, ad esempio “piovere critiche”, si deve utilizzare il verbo essere.
22. Se stesso o stesso? Quando il se è accompagnato da stesso l’accento non è necessario. Quando troviamo il se come forma ipotetica l’accento non ci vuole, ad esempio “se fosse andato”. Quando troviamo il se come forma non ipotetica bisogna mettere l’accento, ad esempio “corre da sé”.
23. C o Q? Ecco un elenco di parole che si scrivono con la C e che si possono confondere: evacuare, proficuo, scuotere, riscuotere, promiscuo, innocuo.
24. Vada o vadi? Faccia o facci? La forma corretta del congiuntivo presente del verbo andare è “vada”. La forma corretta del congiuntivo presente del verbo fare è “faccia”.
25. A me mi piace o a me piace? La forma corretta nella maggior parte dei casi è “a me piace”. Da qualche tempo l’accademia della crusca ha affermato che la forma “a me mi” è passabile purché rafforzativa anziché pleonastica.
26. o ? Perchè o perché? Poichè o poiché? L’accento corretto è quello acuto: né, perché, poiché.
27. Bracci o braccia? Per indicare i bracci di un fiume o di una gru si usa “bracci”, per indicare la parte specifica del corpo umano si usa braccia.

Io per esempio sbagliavo a scrivere “un po’” e a volte ero incerto su “per cui”. Ammetto che anche alcuni verbi proposti potrebbero portare facilmente all’errore nel confondere “c” e “q”. Invece all’errore sull’accento non avevo prestato attenzione, probabilmente perché in italiano l’accento grave non lo scriviamo su nessuna parola.
Errare è umano, non c’è niente di male! Certo è che se non riuscite a ricordare come si scrive una parola (cosa che magari capita spesso anche con le lingue straniere) il mio consiglio è di non farlo; cercate un sinonimo, o un altro modo di scrivere la frase che abbia lo stesso significato!

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19 thoughts on “I 27 errori più comuni della lingua italiana!

  1. oh, finalmente qualcuno ha capito che la d non eufonica non si deve mettere sempre e comunque ma solo davanti alla stessa vocale. un appunto: la differenza tra un e un’ è che un’ non è altro che una con l’elisione della a, mentre un è la forma già esistente e contratta di uno; infatti sono entrambi articolo indefinito maschile, mentre il femminile ha solo una, che quindi va apostrofata. ho scoperto che non si dice metereologia ma meteorologia! l’unica cosa che non faccio mai, nelle mail negli sms, e nei commenti, è mettere le maiuscole dopo i punti e per i nomi propri. che pigra!

      • eh non potrei! avevo una prof di traduzione nazista sull’italiano! tra l’altro c’era una bellissima nota di umberto eco sugli errori dell’italiano da evitare, se riesco a trovarla te la posto!

        • eccolo qui! era Appunti di scrittura!
          1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
          2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
          3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
          4. Esprimiti siccome ti nutri.
          5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
          6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
          7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
          8.Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
          9. Non generalizzare mai.
          10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
          11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
          12. I paragoni sono come le frasi fatte.
          13.Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
          14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
          15. Sii sempre più o meno specifico.
          16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
          17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
          18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
          19. Metti, le virgole, al posto giusto.
          20 Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
          21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
          22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
          23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
          24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
          25.Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
          26.Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
          27.Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
          28.Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
          29.Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
          30.Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo,l’autore del 5 maggio.
          31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
          32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
          33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
          34. Non andare troppo sovente a capo.
          Almeno, non quando non serve.
          35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
          36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
          37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
          38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
          39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
          40. Una frase compiuta deve avere

  2. Ho sempre il dubbio per la 15, la 16 e la 19. Poi vabbeh, non ho idea di cosa sia un accento acuto o grave, tra vocali aperte e vocali chiuse. A quanto pare io parlo colo con vocali chiuse, ma è tipico di noi sardi 😉
    A volte ho letto avvolte al posto di a volte…da poco l’hanno scritto pure sul mio profilo fb. È una cosa che mi fa andare in bestia, anche più di un po’ scritto con l’accento!!

    • Io sinceramente “un po’” lo preferisco “un pò” cosi 🙂 ma pazienza!
      E ricordo gli accenti perchè ho studiato grammatica francese e li gli accenti sono importanti…Accelerare me lo insegnò la mia prof di fisica al liceo: una santa donna che amava Harry Potter! La 19 in effetti è bastardella 😆

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