Sūdārium, sūdāriī

Oggi ho deciso di parlarvi di fazzoletti 😀
Innanzitutto vorrei iniziare ricordando il progenitore degli attuali fazzolettini usa e getta, ormai andato in pensione in molte abitazioni: il fazzoletto di stoffa.
In tempi recenti, infatti, si è quasi abbandonato l’utilizzo di questo accessorio, fino a qualche anno fa indispensabile nel guardaroba maschile, preferendolo al più comodo fazzoletto di carta. Eppure un tempo tutti gli uomini di stile non ne potevano fare a meno. Oggi il fazzoletto di stoffa è visto come un qualcosa di superato: un cumulo di batteri nelle nostre tasche.
Secondo la cultura letteraria (e della galanteria) questo accessorio maschile è molto più di un lembo di stoffa: immaginate di poterlo porgere a una donna in caso di bisogno durante una passeggiata in estate per tamponarsi la fronte, per asciugarsi le mani o donarlo durate la visione di un film strappalacrime. Un gesto molto elegante!
Il fazzoletto ha dunque un fascino seducente, metafora di un uomo attento, romantico e che non trascura i dettagli. Può essere di cotone bianco, azzurro, a righe, tono su tono, ma purché sia perfettamente stirato, fresco di giornata, profumato e (super chic) ricamato con le proprie iniziali.

Esistono diversi tipi di fazzoletto:
• Fazzoletto da naso da 25 a 33 cm.
• Fazzoletto da testa o foulard di grande misura, quadrato, di seta o altri tessuti, per coprire la testa o le spalle.
• Fazzoletto da taschino o pochette, di piccolo formato, realizzato in lino, batista o seta (quest’ultima anche colorata), sporge dal taschino di una giacca con funzione ornamentale.
• Poshfit, fazzoletto da taschino con catena gioiello che si aggancia all’asola della giacca.
• Bandana, fazzoletto in cotone colorato che si porta arrotolato intorno alla fronte per assorbire il sudore.
• Fazzoletto di carta usa e getta in cellulosa.

Ed ecco ora alcuni consigli utili legati all’uso di questo oggetto:
• se durante un pasto sopravviene la necessità di liberarsi le narici, è opportuno appartarsi con discrezione. Meglio evitare di nascondersi voltando platealmente le spalle agli altri: in questo modo non faremmo altro che sottolineare le “operazioni in corso”;
• non si sventola mai il fazzoletto, né si osservano i risultati dopo essersi soffiati il naso;
• è decisamente preferibile fare sparire il fazzoletto usato discretamente in tasca subito dopo l’uso;
• mai appallottolare i fazzoletti di carta usati e metterli nel posacenere, tantomeno cercare di lanciarli nel cestino a distanza, con ottime probabilità di mancarlo;
• evitare di dire ”salute” quando una persona starnutisce: l’augurio può provocare imbarazzo e non si corre il rischio di cadere nel ridicolo in caso di una scarica di starnuti.

Personalmente sono uno di quelli convertiti al fazzoletto di carta! Mi piace anche un sacco il rumore che fanno i pacchetti all’apertura, la loro consistenza 😀
Last but not least, tra gli usi vari dei fazzoletti bisogna annoverare il collezionismo!
Qui, ad esempio, potete trovare un sito molto carino nato da un’idea di Ivano Stranieri: capirete quali sono i vantaggi del collezionare fazzoletti, oltre a leggere alcune curiosità!
E ora non vi resta che dire la vostra, giù, in un commento risposta!
Buon inizio settimana a tutti 😉

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8 thoughts on “Sūdārium, sūdāriī

  1. Ciao Massi, sono decisamente a favore del comodo, igienico fazzoletto di carta da eliminare subito e da usare solo per una “soffiata” di naso, perchè altrimenti il cencio diventa altamente radioattivo!! 😀 . Buon lunedì

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